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«Così ho perso mezzo milione al gioco»NO SLOT ASSOCIAZIONE IN CAMMINO CON S.FRANCESCO CASCINETTA DIDATTICA ONLUS Gruppo pubblico

 ENTRA NEL NOSTRO BLOG PER VEDERE GLI AGGIORNAMENTI E I NOSTRI VIDEO ELABORATI DALLA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS DI CASTELVERDE SENZA SCOPO DI LUCRO: BLOG: DON. LORENZO MILANI IL PRIORE DI BARBIANA – CERVI GABRIELE VOLONTARIO FORMATORE.

 

Gruppo pubblico
FORMIGONI FRA QUALCHE MESE CHIEDERA’ DI FARE VOLONTARIATO SOCIALE.. E FRA NON MOLTO TEMPO.. USCIRA’ DAL CARCERE PER BUONA CONDOTTA E LA SUA PENA SARA’ SCONTATA..  SIAMO IN ITALIA.. I POTENTI  POSSONO  PER DISGRAZIA ANDARE NELLE PATRIE GALERE.. MA  LO STATUS QUO DI CUI LORO FANNO PARTE, .. NON LI ABBANDONA.. UN PO’ COME LA MAFIA CHE NON ABBANDONA I PROPRI FIGLIOCCI IN CARCERE…  CHI VIVRA’ VEDRA’.
CERTAMENTE FORMIGONI E’ STATO MOLTO FORTUNATO IN QUANTO UNA PARTE DELLE ACCUSE A LUI RIVOLTE NON SI SONO POTUTE INSERIRE NELLA PENA PER PRESCRIZIONE..  UN ESEMPIO IMPORTANTE FU ANDREOTTI..  CHE FU CONSIDERATO MAFIOSO NEGLI ANNI 80.. MA CHE POI PER LA PRESCRIZIONE NON FU POSSIBILE CONDANNARLO .. PER MAFIA..  CREDO CHE BISOGNEREBBE TOGLIERE LA PRESCRIZIONE  IN QUANTO FONTE DI IMMINUTA’ PER CHI DELINQUE….
VIDEO SU YOUTUBE FORMIGONI, ZANOLLI.. PARLIAMONE,…

 «Così ho perso mezzo milione al gioco»

La testimonianza di un padre ossessionato per 15 anni dalle slot machine – Le bugie alla moglie e agli amici e quella paura: «Non voglio che mio figlio faccia la stessa fine»

 

 

«Così ho perso mezzo milione al gioco»
Foto Fiorenzo Maffi

 

BELLINZONA – «Potrà suonare strano, ma la verità è che il mio calvario è iniziato con un colpo di fortuna». Simone (ndr. nome noto alla redazione) oggi ha 47 anni e di slot machine e casinò non ne vuol sentire parlare. Ma quando aveva 21 anni, questi erano il suo pane quotidiano. Tanto da arrivare a spendere quasi mezzo milione di franchi nel gioco d’azzardo. «È cominciato tutto un po’ per caso – ci racconta – da giovane lavoravo per la tombola e mi occupavo di installare le slot machine nei bar. Così un giorno mi sono detto “perché non provare?’’. E lì ho vinto 500 franchi. Mi sono subito sentito euforico tanto era stato facile. Oggi, invece, non so cosa darei per poter tornare indietro e fermarmi per tempo prima di inserire quella dannata monetina». Sì perché da quel momento, per Simone inizia una vera e propria ossessione per il gioco. «È come una droga, non ne puoi fare a meno. Pensi solo a giocare e senti di aver un disperato bisogno di quella scossa di adrenalina che ti danno le macchinette. Smettere diventa impossibile sia perché vuoi provare nuovamente quelle sensazioni, sia perché sei convinto di poter rivincere i soldi che hai perso giocando. È come cadere in un vortice senza fine».

Un limbo nel quale il nostro interlocutore è rimasto per 15 anni, arrivando a inventare le scuse più disperate pur di farsi imprestare i soldi da amici e parenti. «Mi ricordo che di notte mi svegliavo e rubavo le carte di credito dalla borsetta di mia moglie solo per andare al casinò – continua Simone – quando sei giocatore patologico non ti fai tanti scrupoli: impari a mentire bene, a raccontare le cose che le persone vogliono sentirsi dire. Così trovavo i soldi che mi servivano per giocare ancora e ancora. Senza rendermi conto che, assieme al conto in banca, stavo rovinando anche i rapporti con gli amici più cari». Ma non solo. «Sono persino riuscito a farmi togliere la diffida dalla casa da gioco che, in uno sprazzo di lucidità, avevo chiesto. Poi però una volta alzata la barriera il giorno dopo ero di nuovo seduto alle slot machine del casinò. Se ci ripenso mi faccio schifo da solo».

Una strada tutta in salita

Poi, la svolta. «Quando avevo 35 anni è nato mio figlio e mi ricordo ancora che nel momento esatto in cui l’ho tenuto per la prima volta tra le braccia qualcosa si è rotto dentro. Mi sono detto che ero uno stupido, che non potevo continuare così. Insomma, un padre dovrebbe essere un modello per il proprio figlio no? Ho pensato che non fosse giusto che lui, ancora così piccolo, dovesse essere privato di qualcosa a causa dei miei debiti». Inizia così la seconda vita di Simone, grazie anche alla presa di coscienza del problema e all’aiuto degli specialisti. «Da soli è impossibile uscirne. Hai bisogno di qualcuno che ti stia accanto, che gestisca i tuoi soldi. Una sorta di tutore insomma perché altrimenti il rischio di ricaderci è grande», riconosce il nostro interlocutore. Per poi aggiungere: «Disintossicarsi da questa ossessione è una strada tutt’altro che in discesa. Io ho impiegato cinque anni per risistemare la mia vita e saldare tutti i debiti. Ora al gioco non ci penso neppure lontanamente e ho una sola paura: che anche mio figlio possa finire in questo vortice. Ecco perché cerco ogni giorno di fargli capire non solo i pericoli che si celano dietro al gioco d’azzardo, ma anche che, in caso di necessità, io ci sono. Se mio padre mi avesse fermato quando ero giovane forse le cose sarebbero andate diversamente. Ma non posso fargliene una colpa perché so che la responsabilità di quanto accaduto è solo mia».

A rischio in 28.000

Quando si parla di gioco d’azzardo tuttavia, la storia di Simone è solo una delle tante. Secondo gli ultimi dati, in Ticino circa 2.800 persone presentano problemi di gioco patologico. «Oggi il rischio è molto alto – rileva Sara Palazzo, coordinatrice del Gruppo azzardo Ticino – Prevenzione (GAT-P) – basta solo pensare ad internet che propone in continuazione giochi online gratuiti che mirano dapprima ad una fidelizzazione del giocatore e poi incentivano al gioco a pagamento». Detto in altri termini, con l’avvento dei giochi online «non si ha più bisogno di fare una scelta cosciente che ti porta a varcare fisicamente la soglia di un casinò. Avvicinarsi a questo mondo è diventato più facile e i giochi che vengono proposti sono pensati per andare ad intercettare gli interessi dei vari target – aggiunge Palazzo – basta pensare che ci sono giochi che propongono di arredare una casa, come pure di gestire una fattoria o ancora di dare vita alla propria squadra di calcio. Il ventaglio è ampio e con il tempo smettere risulta sempre più difficile. E qui sta il punto: il problema non è tanto quanto si gioca, ma che questa modalità tiene “agganciato’’ il giocatore tramite il condizionamento costante e la ripetizione dello stimolo. Un aspetto questo che fa aumentare la probabilità di passare al gioco a pagamento e quindi di sviluppare una dipendenza».

IFC e REGIONE PIEMONTE ALLEATE CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO

Lo studio GAPS – Gambling Adult Population Survey – che prenderà concretamente avvio nei prossimi giorni rappresenta un approfondimento dello studio nazionale IPSAD® dell’Istituto di Fisiologia Clinica IFC-CNR e si configura come una tra le iniziative che compongono il Piano integrato delle attività di contrasto, prevenzione, diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico (GAP) adottato dalla Regione Piemonte.
Parteciperanno 80 comuni piemontesi, con oltre 30.000 residenti tra 18 e 80 anni sorteggiati in maniera casuale, i quali compileranno le domande del questionario anonimo GAPS, e lo rinvieranno, senza alcun costo di spedizione, al CNR. Le informazioni raccolte andranno a completare il quadro regionale fornito dallo studio ESPAD®, sulla popolazione studentesca che evidenzia una diminuzione della quota di studenti con profilo di gioco problematico (4,6% nel 2017), mentre resta alta quella di studenti giocatori che sono a rischio di sviluppare problematicità (12,5% nel 2017).
In Piemonte si spendono annualmente 6,5miliardi in gioco d’azzardo: nel 2018 poco più di 4,5 miliardi per il gioco in contesti fisici e quasi 2 miliardi per quello online. A registrare il primato tra i giochi in contesto fisico sono le New Slot e i Video Lottery Terminal (VLT); tuttavia se fino al 2017 oltre il 70% del volume di gioco totale era da attribuirsi a questa tipologia di giochi, nel 2018 la percentuale scende al 64%, percentuale in contrazione probabilmente anche grazie al forte impegno che la Regione già da anni ha messo in campo su questo tema. Nella primavera del 2016, la Regione aveva infatti già approvato una legge di contrasto al gioco d’azzardo patologico (L.R. 9/2016) che prevede l’attivazione di numerose azioni volte a ridurre e prevenire la diffusione delle forme di dipendenza da gioco.
Tuttavia, è importante non solo valutare quanto sia diminuito il denaro investito dai cittadini piemontesi in gioco d’azzardo, ma anche se e come si sia modificata la composizione della spesa, quanti siano i piemontesi che giocano e quali le abitudini più diffuse. Sappiamo infatti che esistono tipologie di giocatori molto diversi tra loro, da quelli che giocano raramente piccole cifre a coloro che giocano assiduamente grosse somme di denaro, a quelli che, per altri fattori concomitanti, potrebbero essere più a rischio di sviluppare dipendenza. Il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di offrire un’analisi dei possibili effetti innescati dalle misure di contenimento dell’offerta attuate, sia a livello regionale, attraverso il “distanziometro”, sia a livello comunale per quanto riguarda le limitazioni temporali al gioco adottate da numerosi comuni piemontesi.
Si tratta di obiettivi ambiziosi, di grande rilievo per guidare importanti decisioni di sanità pubblica e che richiedono, per essere perseguiti adeguatamente, la maggiore diffusione possibile e la più ampia adesione allo studio da parte dei cittadini sorteggiati.
La Regione Piemonte si fa dunque promotrice, assieme ai Sindaci e alle Amministrazione degli 80 Comuni del campione, di un caldo invito a tutta la popolazione residente a dare il proprio fattivo contributo alla riuscita di questa importantissima ricerca.
Contatti: Sabrina Molinaro sabrina.molinaro@ifc.cnr.it

La Cascinetta Didattica Onlus comunica, che sono aperte le iscrizioni per i corsi di base gratuiti e autofinanziati di ciclomeccanica , di orto e di cultura generale.

La cascinetta didattica onlus di Castelverde comunica che sono aperte le iscrizioni per i corsi di base di ciclomeccanica , di orto e di cultura generale. Entrambi i corsi sono autofinanziati dalla Cascinetta e gratuiti. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato delle competenze acquisite da inserire nel proprio curriculum vitae. Per info 3391461161.


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